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sabato 15 dicembre 2012

I distacchi sindacali, un privilegio che ci costa 151 milioni all'anno


Qualche settimana fa i giornalisti de Lo Spiffero, quotidiano online di Torino, hanno scoperto che figli o parenti (con tanto di nomi e cognomi) di sindacalisti sono stati assunti dall’azienda di trasporto torinese per poi essere subito distaccati presso Cgil, Cisl e Uil. Costoro sono stati assunti per chiamata (in un momento in cui nessun giovane normale trova posto) e, una volta guadagnatasi la busta paga pubblica, si sono imboscati, con tutti i crismi, presso un’organizzazione privata.
Questi privilegi (o meglio “prerogative”) si chiamano “distacchi sindacali”, in barba alla crisi e ai tagli alla spesa.
Nel 2010 – secondo la Corte dei Conti - i permessi sindacali nel settore pubblico sono costati all’Erario 151 milioni di euro. La fruizione dei diversi istituti (aspettative retribuite, permessi, permessi cumulabili, distacchi) può essere stimata come equivalente all’assenza dal servizio per un intero anno lavorativo di 4.569 unità di personale, pari a un dipendente ogni 550 in servizio.
In tempi come questi, possiamo  davvero permettercelo?

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